Recensione “Pet Sematary” di Stephen King

Valutazione: ★★★★/5
Pubblicato da: Sperling & Kupfer
Genere: Horror
Pagine: 425
ISBN: 978-8820067748

 

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Trama “Pet Sematary” di Stephen King

«La morte è un mistero e la sepoltura è un segreto.»

Il dottor Louis Creed ha appena accettato l’incarico di direttore sanitario dell’Università del Maine, e con un certo entusiasmo: posizione di prestigio, magnifica villa di campagna dove Eileen e Gage, i suoi bambini, possono crescere tranquilli, vicini gentili e generosi in una cittadina idilliaca lontana dal caos metropolitano. Persino Winston Churchill, detto Church, il loro pigro e inseparabile gattone, sembra subito godere dei vantaggi della nuova situazione. Ben presto, però, la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti: piccoli incidenti inspiegabili che coinvolgono i bambini, pericolosi e giganteschi camion che sfrecciano sulla superstrada proprio sotto casa Creed, incontri diabolicamente sorprendenti e, soprattutto, sogni. Sogni oscuri e terribilmente realistici che perseguitano Louis da quando ha visitato il Pet Sematary, il cimitero dove i ragazzi di Ludlow seppelliscono da sempre i loro animali domestici. Ufficialmente. Perché oltre quella radura, nascosto tra gli alberi, c’è un altro terreno di sepoltura, ben più terrificante. Un luogo carico di presagi e di richiami, spaventosi quanto irresistibili, provenienti da un altro mondo. Un luogo dove al dottor Creed toccherà una scoperta raggelante: a volte è meglio essere morti…

Pet Sematary, definito dal Washington Post «folle, potente, disturbante», è un vero e proprio classico della letteratura horror, ispirato, parola di King, da un leggendario racconto popolare: La zampa di scimmia.

 

Recensione “Pet Sematary” di Stephen King

Finalmente mi sono decisa. Devo confessarlo: sino ad ora non avevo letto assolutamente nulla di Stephen King.

Per quanto io sia sempre stata affascinata dal Re dell’horror e per quanto io abbia divorato quasi tutti i film tratti dai suoi romanzi, non mi ero mai decisa ad approcciarmi ai suoi libri. Forse intimorita dalla mole di alcuni o forse perché avendo così tanto l’imbarazzo della scelta, non avevo idea di quale titolo scegliere per avvicinarmi al suo stile.

L’ho fatto alla fine in un modo un po’ bizzarro.

Non ho seguito l’ordine cronologico di stesura per iniziare dal suo primo romanzo, né ho letto quello che gli appassionati dell’autore consigliano. Ho letto “Pet Sematary” semplicemente perché sono andata al cinema a vederne l’ultima trasposizione cinematografica. Ho visto anche altri film tratti dai suoi romanzi certo, ma in pochi mi hanno lasciata delusa come quest’ultimo.

Quando ho avuto l’occasione di leggere il libro mi ci sono quindi fiondata, ero curiosa di fare il confronto, curiosa di scoprire se tutti i cliché del film erano frutto della fantasia dell’acclamato autore o semplicemente idee discutibili del regista Dennis Widmyer.

A lettura ultimata posso tranquillizzare tutti. Le scelte discutibili sono da imputare tutte, esclusivamente, al regista che oltre a minimizzare la forza emotiva della storia di King ha anche cambiato parte della trama.

Nel romanzo siamo alle prese con la famiglia Creed costretta a fare i conti con un trasloco (e ammetto che questo è un bel cliché), due bambini piccoli da tirare su, un nuovo lavoro per lui ed un passato difficile per lei. Il protagonista è sicuramente Louis Creed ed è attraverso i suoi occhi che noi lettori viviamo l’intera storia. Una storia intrisa di tensione, di sensi di colpa, di antiche leggende e di inquietanti presenze.

La nuova casa della famiglia Creed è in un posto tranquillo, almeno apparentemente. Oltre una strada in cui sfrecciano auto e camion, vi è un’intera foresta che sembra nascondere segreti che, forse, sarebbe stato meglio non far emergere. Non vi svelo quali e non vi svelo di più, di un horror che si rispetti, per esser goduto appieno, non bisogna sapere troppi dettagli perché togliendo l’effetto sorpresa non c’è più il fiato sospeso.

Quello che posso dirvi è che questa storia, che di base è molto lineare, è stata resa speciale dall’aspetto emotivo e psicologico. King, rischiando di annoiare con il suo stile troppo descrittivo, si addentra così bene nelle emozioni dei protagonisti che spinge il lettore ad uno strano senso di tristezza e senso di colpa. Impossibile durante la lettura non chiedersi quale sarebbe stata la nostra scelta se ci fossimo trovati al posto del protagonista, impossibile non lasciarsi travolgere dalla disperazione e la follia di Louis Creed, impossibile non rabbrividire in alcune parti del racconto.

Quindi “Pet Sematary” è una storia originale ed innovativa? Assolutamente no. Ha poco di originale a livello di paranormale ma… merita di essere letta? Assolutamente si perché Stephen King in questo romanzo non racconta semplicemente una storiella horror ma ci regala un’attenta analisi introspettiva della psiche umana davanti all’argomento più difficile: la morte. E ce la serve sotto un’ottica diversa, ci spinge ad indagarci dentro, ci spinge a mettere tutto in dubbio persino la nostra visione di giusto e sbagliato, di bene e male. Perché in questo romanzo la disperazione si fonde con la follia, l’amore si sostituisce alla morte, il male indossa una maschera innocente e sorridente.

E voi? Siete pronti a lasciarvi trasportare in questo vortice?

Mentirei se dicessi che “Pet Sematary” è un romanzo leggero, ma leggetelo, non ve ne pentirete!

 

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