Recensione “Eva Kant: quando Diabolik non c’era”

Nel 1962 Angela e Luciana Giussani, due belle, colte, spiritose e inquiete signore della buona borghesia milanese, ebbero il coraggio di diventare imprenditrici editoriali e non esitarono ad affrontare accuse e critiche, processi e sequestri pur di perseverare nella loro “grande avventura”: Diabolik. Creative geniali, non inventarono “solo” il personaggio ormai entrato nell’immaginario collettivo degli italiani, ma anche un modo tutto loro di fare fumetto. Se ancora oggi il Re del Terrore è un mito sia per i lettori di fumetti che per i professionisti del settore, è anche grazie alle basi che loro posero più di mezzo secolo fa. (fonte: www.oscarmondadori.it)

È da più di 50 anni che il più famoso ladro della storia dei fumetti ci tiene compagnia con le sue rocambolesche avventure. Più di 50 anni di azione, furti, passione e disavventure. Io sono in sua compagnia da più o meno sempre, da quando ho imparato a leggere, perché nella mia casa i fumetti di Diabolik non sono mai mancati (è mio padre il grande fan).

Non ho potuto resistere quindi alla vista di uno degli ultimi volumi pubblicati dalla collana Oscar Ink di Mondadori:

“Eva Kant: quando Diabolik non c’era”

Chiunque abbia sfogliato un fumetto di Diabolik, non avrà potuto fare a meno di rimanere affascinato e ammaliato dal forte carisma della bellissima donna al fianco del protagonista. Nonostante sia stato costruito un personaggio femminile che rispetta tutti gli stereotipi estetici della donna perfetta (alta, fisico perfetto, occhi azzurri, biondissima) Eva Kant è stata anche presentata come una donna dal forte carattere: determinata, forte e risoluta.

È stato quindi un piacere trovarmi finalmente tra le mani un intero volume dedicato a lei, al suo passato, alla sua storia prima di conoscere Diabolik.

Se siete appassionati del genere e avete sempre seguito il fumetto, non potete assolutamente fare a meno di leggere “Eva Kant: quando Diabolik non c’era“.

 

Anticipo inoltre che tra pochissimi giorni sarà disponibile in tutte le librerie il volume che ci svelerà il passato del famoso ispettore Ginko. Dal 10 settembre avremo finalmente la possibilità di scoprire di più sul povero ispettore sempre ad un passo dalla vittoria, sempre nell’ombra del più grande ladro di sempre. Io sono curiosa, e voi?

Dal sito dell’editore:

Quando si progettò l’albo dedicato al passato di Ginko, Astorina, memore del successo di Eva Kant: quando Diabolik non c’era, chiamò di nuovo Tito Faraci (sceneggiatore eclettico, capace di passare da «Topolino» a «Diabolik») e Sandrone Dazieri (giallista di vaglia: basti citare la serie del Gorilla). Che i disegni fossero sempre da affidare al già esperto Giuseppe Palumbo era inevitabile. Per il prologo e l’epilogo dell’episodio, che tradizionalmente doveva essere realizzato da una mano “diversa” dal corpo della storia, la scelta cadde su Pierluigi Cerveglieri, collaudato autore di diversi albi della collana classica. Cinque anni dopo venne realizzato L’ombra della luna, un trittico di episodi ambientati nel passato dei tre principali personaggi della diabolika saga. Nel caso Mario Gomboli (storico soggettista del Re del Terrore e direttore della Casa Editrice Astorina) si affiancò a Tito Faraci e Giuseppe Palumbo per raccontare un aneddoto del passato di Ginko che andava ad arricchire e integrare quanto narrato in Ginko: prima di Diabolik.

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