Recensione “Zoo” di Paola Barbato

«Immagina di trovarti nel peggiore dei tuoi incubi. Se non riesci a svegliarti, sei nello zoo.»

 

Valutazione: ★★★★★/5
Pubblicato da: Piemme
Genere: Trhiller Psicologico
Pagine: 440
ISBN: 978-8856670288

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Trama “Zoo” di Paola Barbato

Immagina di risvegliarti da una notte senza sogni e di ritrovarti sdraiata su una superficie fredda e dura, i vestiti del giorno prima ancora indosso e nessun ricordo delle tue ultime ore. Intorno a te solo un buio spesso a cui lentamente lo sguardo si abitua. Cominci a intravedere delle sbarre alla tua sinistra. Non può che essere un incubo, tra poco sarai nella tua stanza, avvolta nelle soffici lenzuola di casa e la vita riprenderà come prima.
Questo non è ciò che accade ad Anna, che in quella gabbia, tra quelle sbarre, in un capannone pieno di gabbie simili alla sua e di persone come lei, si risveglia per davvero. Da quell’istante inizia una lotta contro chiunque l’abbia presa, una guerra impari perché Anna non ha altre armi che la sua rabbia e la nudità a cui a poco a poco è stata costretta per combattere contro chi detiene il potere, qualcuno che nessuno ha mai visto, ma la cui presenza si avverte in ogni centimetro di quel luogo spaventoso, di giorno e di notte.
Spetterà a lei, circondata da persone diversissime, alcune rese folli dal macabro gioco, altre succubi di un Lui dai tratti sempre meno sfumati, decidere se giocare o lasciarsi morire.

 

Recensione “Zoo” di Paola Barbato

Il primo approccio con l’autrice Paola Barbato è stato sconvolgente e travolgente. Per quanto io segua da tempo sui social questa talentuosa donna, non mi ero mai decisa a leggere un suo romanzo e dopo aver terminato “Zoo” continuo a chiedermi perché non mi sia decisa prima.

“Zoo”, romanzo che si piazza tra il thriller psicologico e l’horror, è uno dei libri più crudi e introspettivi che io abbia mai letto.

La storia non ha tantissimi elementi: ci si ritrova già dalle primissime pagine catapultati nell’inferno a cui è costretta a vivere la protagonista Anna. In un giorno qualunque e non ben specificato, la nostra protagonista si risveglia intontita in una gabbia, come fosse un animale. Una ciotola con dell’acqua, pochi avanzi di cibo buttati sul pavimento, un po’ di paglia come giaciglio, nessun indumento. Così da una vita tranquilla e agiata, Anna si ritrova all’improvviso a far parte del deviato e inquietante circo personale del suo rapitore.

Anna non è infatti l’unica vittima, il capannone ha altre gabbie molto simili alla sua e su ognuna di essa c’è il nome di un animale, in ognuna di essa c’è un’altro uomo o un’altra donna privata della libertà, della dignità ma soprattutto dell’identità. Perché in fondo senza i nostri documenti, i nostri vestiti, le nostre abitudini, il nostro lavoro, i nostri affetti, chi siamo? Sembra proprio che sia questo quello che il rapitore si diverte a scoprire: chi è realmente se stesso nella società? cosa si è disposti a fare o a diventare per sopravvivere?

Riflessioni intense e coinvolgenti vengono trattate in questo romanzo che scorre via così rapidamente da non rendersene nemmeno conto. L’autrice Paola Barbato riesce, pur avendo a disposizione un contesto povero e pochi elementi paesaggistici, a tenere sempre viva l’attenzione del lettore. Sconvolgente la minuziosità nella costruzione dell’aspetto psicologico di ogni personaggio, di ogni vittima. L’autrice scava così bene in questo aspetto che è impossibile non rimanerne spiazzati.

Ho trovato davvero ben fatto ogni aspetto del thriller “Zoo” quindi non posso che consigliarlo a chiunque, in particolar modo a chi ama i thriller crudi.

Preciso che il romanzo fa parte di una trilogia, il precedente romanzo è “Io so chi sei” che è però una sorta di storia parallela. I primi due romanzi della serie possono quindi esser letti singolarmente e in ordine cronologico casuale.

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