Recensione “La candidata perfetta” di Greer Hendricks e Sarah Pekkanen

Continua la mia estate popolata da delitti, sequestri, indagini e sangue. Quest’anno la mia è a tutti gli effetti un’estate thriller! Tra le mie ultime letture: “La candidata perfetta”, thriller psicologico scritto a quattro mani da Greer Hendricks e Sarah Pekkanen.

Valutazione: ★★★/5
Pubblicato da: Piemme
Genere: Trhiller Psicologico
Pagine: 420
ISBN: 978-8856670851
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Trama “La candidata perfetta” di Greer Hendricks e Sarah Pekkanen

Quando Jessica Farris, make-up artist squattrinata, accetta di partecipare a uno studio condotto da un certo dr. Shields, misterioso psichiatra della New York University, non sa bene cosa immaginarsi. Ma in fondo a lei interessa più che altro il compenso “generoso”, e forse il brivido della novità: la sua vita è fatta di corse su e giù per Manhattan a truccare studentesse per le loro notti pazze, di tranquille serate in compagnia del suo cane e poco altro.
Eppure, nel momento in cui mette piede nell’aula 214 – una stanza asettica con soltanto un computer accesso, su cui lampeggia un: Benvenuta, Soggetto 52 – qualcosa le dice che forse è stata troppo avventata. Sincerità assoluta: ne sarà capace?
Ti senti in colpa se dici una bugia? Hai mai fatto molto male a qualcuno a cui tieni? Spieresti i messaggi del tuo partner?
Pian piano, le domande del fantomatico dr. Shields si fanno più incalzanti, più personali, più pericolose. È come se avesse capito tutto di Jess: quello che pensa, quello che nasconde. E quando le chiederà di passare dall’aula 214 al mondo reale, per lei sarà già troppo tardi per sottrarsi al gioco.
Perché Jessica Farris è la candidata perfetta per quello che il dr. Shields ha in mente. Almeno finché, ormai prigioniera di una sottile rete di lusinghe, dipendenza, e ossessione, Jess non scoprirà che la stessa sorte è toccata a qualcun’altra prima di lei.
Il romanzo più intrigante ed esplosivo dell’anno, numero uno assoluto delle classifiche americane, consacra la coppia Hendricks & Pekkanen nell’Olimpo delle star del thriller.

Recensione “La candidata perfetta” di Greer Hendricks e Sarah Pekkanen

Eminente psichiatra di New York cerca donne tra i 18 e i 32 anni per uno studio su etica e morale.
Compenso generoso. Anonimato garantito.
Una sola richiesta: sincerità assoluta.

È da qui che tutto ha inizio. Uno studio su etica e morale ideato e condotto da una psichiatra newyorkese. Uno studio in cui la protagonista Jessica Farris incappa in modo del tutto casuale: lei è una make-up artist che fa fatica a far quadrare i conti a fine mese e nel momento in cui una delle sue clienti accenna a questo studio e soprattutto alla retribuzione, non può fare a meno di rimanerne affascinata.

Da una parte quindi Jessica Farris con un passato difficile ed una situazione economica instabile, e dall’altra la Dott.ssa Shields: psichiatra benestante e a caccia di una candidata perfetta per i suoi studi. Due protagoniste, due autrici, due POV. Questa la parte più originale e interessante del romanzo “La candidata perfetta”, questo il motivo che mi ha spinta a leggere questo libro. L’idea di trovarmi tra le mani un thriller psicologico scritto da due donne mi entusiasmava, ero convinta di poter provare un’empatia con i personaggi e la storia, cosa che non sempre si riesce a raggiungere. Ha funzionato? Non proprio!

Il romanzo “La candidata perfetta”, per quanto sia scritto in modo eccellente dal punto di vista tecnico, mi è sembrato privo di qualsiasi tipo di logica. Fantastica l’idea dello studio psicologico su morale ed etica, bello anche il modo di portarlo avanti ma è il “movente” ad avermi lasciata senza parole. Non posso dirvi nello specifico a cosa mi riferisco perché altrimenti vi racconterei buona parte della storia e non vi rimarrebbe nulla da scoprire. Diciamo solo che va tanto tanto contro i miei principi femministi, ecco!

Dal momento in cui ho iniziato a capire il motivo che ha spinto la Dott.ssa Shields a metter su tutto lo studio sulla povera vittima di turno, non sono più riuscita a farmi andare a genio la storia.

Ripeto, il romanzo è scritto bene! È un buon prodotto commerciale che se preso senza troppe pretese va più che bene per trascorrere delle piacevoli ore sotto l’ombrellone. Io però non sono riuscita ad entrare in empatia, non ho apprezzato il messaggio di fondo delle autrici e mi sono annoiata nella lettura. Non mi sento quindi di consigliarlo a tutti, soprattutto se siete a caccia di storie forti che vi tengano svegli. Ma non mi sento nemmeno di dirvi di starne alla larga perché è comunque una storia strutturata e scritta bene, magari tenetelo in considerazione se siete in un periodo in cui avete voglia di storie non troppo impegnative, magari da leggere la sera dopo una giornata stressante.

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