Recensione “Il guardiano della collina dei ciliegi” di Franco Faggiani

“Il guardiano della collina dei ciliegi” di Franco Faggiani, un mix di elementi reali ed elementi fantastici che danno vita ad un libro poetico ed evocativo.

Il guardiano della collina dei ciliegi di Franco Faggiani

Valutazione: ★★★★/5
Pubblicato da: Fazi Editore
Genere: Romanzo
Pagine: 240
ISBN: 9788893255943
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Trama “Il guardiano della collina dei ciliegi” di Franco Faggiani

Il guardiano della collina dei ciliegi, ispirato a una storia vera, ripercorre le vicende di Shizo Kanakuri, il maratoneta olimpico che, dopo una serie di vicissitudini e incredibili avventure, ottenne il tempo eccezionale di gara di 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti e 20 secondi.
Nato a Tamana, nel Sud del Giappone, Shizo venne notato giovanissimo per l’estrema abilità nella corsa. Grazie al sostegno dell’Università di Tokyo e agli allenamenti con Jigoro Kano, futuro fondatore del judo, Shizo ebbe modo di partecipare alle Olimpiadi svedesi del 1912 dove l’imperatore alla guida del paese, desideroso di rinforzare i rapporti diplomatici con l’Occidente, inviò per la prima volta una delegazione di atleti. Dopo un movimentato e quasi interminabile viaggio per raggiungere Stoccolma, Shizo, già dato come favorito e in buona posizione nella maratona, a meno di sette chilometri dal traguardo, mancò il suo obiettivo e, per ragioni misteriose anche a se stesso, sparì nel nulla dandosi alla fuga. Da qui ha inizio la storia travagliata di espiazione e conoscenza che porterà il protagonista di questo libro dapprima a nascondersi per la vergogna e il disonore dopo aver deluso le aspettative dell’imperatore, poi a trovare la pace come guardiano di una collina di ciliegi. Intrecciando realtà e fantasia, il romanzo di Franco Faggiani descrive la parabola esistenziale di un uomo che, forte di una rinnovata identità, sarà pronto a ricongiungersi con il proprio destino saldando i conti con il passato.

Recensione “Il guardiano della collina dei ciliegi” di Franco Faggiani

Questo è stato il mio primo approccio allo stile di Franco Faggiani. Onestamente mi ero preparata a qualcosa di molto soft, molto lento, forse anche un pizzico noioso rispetto a quello a cui sono abituata e che mi piace leggere. Mi sono messa in gioco ed ho deciso di provare comunque ad avventurarmi in questa storia così semplice eppure così intensa.

Franco Faggiani mi ha sorpresa, mi ha ammaliata e mi ha trascinata in un paesaggio mozzafiato in cui il profumo della terra è palpabile e il colore dei fiori di ciliegio è indimenticabile.

“Il guardiano della collina dei ciliegi” è in realtà la semplice storia del primo maratoneta giapponese, la vera storia di Shizo Kanakuri. Storia vera solo in parte perché del maratoneta giapponese si sa pochissimo se non che partecipò alle Olimpiadi del 1912 ma che non finì la sua maratona. Si sa solo che si addormentò a circa 7 km dalla fine della gara e che non ebbe il coraggio di tagliare quel traguardo una volta svegliatosi, al contrario, Shizo Kanakuri fece perdere le sue tracce per anni. Solo nel 1962 un giornalista lo ritrovò e gli fu concessa l’occasione di terminare la gara con un eccezionale tempo di 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti e 20 secondi. Tutto ciò che troviamo nelle pagine di “Il guardiano della collina dei ciliegi” dal momento della scomparsa al momento del ritrovamento è frutto della fantasia dell’autore di Franco Faggiani che è stato però in grado di rendere poetica e magica la vita di un uomo molto semplice.

Quello che viene presentato a noi lettori è un uomo in equilibrio con la natura, con gli animali e con gli uomini. Un uomo che vive di silenzi e di attese e che è stato educato in modo rigido ad una vita di sacrifici. Sarebbe riduttivo riassumere la sua vita o la sua filosofia di vita in poche righe perché quello che ha reso speciale questa lettura è stato lo stile e le parole scelte per trasmettere al lettore questa storia di per sé molto semplice.

Acquistate questo libro, non fermatevi all’idea che sia un libro che parla di sport perché non lo è affatto. “Il guardiano della collina dei ciliegi” parla di vita, di libertà, di sacrificio, di amore, di tradizioni. È un libro che va assimilato e interiorizzato, non solo letto!

Citazioni tratte da “Il guardiano della collina dei ciliegi” di Franco Faggiani

“Mi piace rimanere sdraiato nell’erba, quasi immobile, sentire il mio corpo rilassarsi, quasi adeguandosi al terreno, senza più l’obbligo di dover rispondere alle imposizione dovute ai ragionamenti. Corpo e cervello si separano, il primo non prende più ordini dal secondo. Spesso avverto i sensi liberarsi e ampliare a dismisura la loro capacità ricettiva, sento i suoni lontani e i fruscii leggeri, annuso il profumo dei fiori e della resina che scivola lentamente lungo le cortecce, guardo fin nelle pieghe evanescenti delle nuvole.”

“Il mare era anche l’affollato crocevia delle correnti e dei venti, ambasciatori invisibili di suoni e pensieri raccolti in luoghi remoti, a volte dimenticati, e poi, dopo una breve sosta, trasportati altrove, senza una precisa destinazione.”

“Eliminare i pensieri negativi per far sì che quelli positivi abbiano più spazio e vigore per svilupparsi.”

 

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