Recensione “Omicidio a Steeple Martin” di Lesley Cookman

Disponibile in tutte le librerie italiane da pochi mesi, Omicidio a Steeple Martin, primo volume di una serie giallo/rosa che vedrà come protagonista l’improvvisata detective Libby Sarjeant. Giunto in Italia grazie a BiBi Book editore, realtà editoriale a cui mi sono avvicinata proprio grazie a questa lettura.

[amazon_link asins=’8899895155′ template=’ProductAd’ store=’caffeletterario-21′ marketplace=’IT’ link_id=’b0f190f1-1e7e-41bb-b842-922bb40c742e’] Trama “Omicidio a Steeple Martin” di Lesley Cookman

Nel piccolo borgo di Steeple Martin, l’artista ed ex attrice Libby Sarjeant è impegnata a mettere in scena una nuova commedia per il teatro, quando, nel bel mezzo delle prove definitive, una persona del suo cast viene trovata morta. Si tratta con ogni probabilità di un omicidio. La commedia che andrà in scena è stata scritta da Peter, vecchio amico di Libby, ed è ispirata a fatti realmente accaduti alla sua famiglia molti decenni prima. Libby inizia ad indagare, facendo emergere, da subito, una fitta rete di relazioni a Steeple Martin per niente cristalline. I particolari che emergono sono, a dir poco, inquietanti e gli eventi rappresentati nella commedia sembrano aver ispirato il delitto.

Recensione “Omicidio a Steeple Martin” di Lesley Cookman

Non mi era mai capitato tra le mani, prima d’ora, un libro classificato nel genere giallo/rosa. Onestamente non sapevo cosa aspettarmi ma in realtà è solo un giallo molto più soft e con intrecci amorosi a far da cornice. L’idea non è affatto male ma in “Omicidio a Steeple Martin” questo mix è riuscito a convincermi poco.

La vicenda ha un inizio in sordina: presentazione della protagonista Libby Sarjeant, donna di mezza età alle prese con l’organizzazione di una rappresentazione teatrale e con cotte adolescenziali; focus sui vari personaggi della famiglia su cui è in realtà basata l’opera teatrale; piccolo tour nei vari personaggi di contorno e per finire un caso da risolvere. Il problema principale per me che sono abituata a divorare un thriller dietro l’altro, è che per le prime 100 pagine il libro ha veramente faticato a decollare. Cento pagine in cui non c’è stato nessun mistero da risolvere, nessun cadavere, nessun colpo di scena. Purtroppo nella prima parte del libro ho fatto molta fatica a tenere viva l’attenzione.

Molto più intrigante e coinvolgente invece la seconda metà del libro quando i misteri hanno iniziato ad intensificarsi. Particolare nota di merito all’autrice Lesley Cookman va perché è riuscita a mescolare le carte perfettamente impedendo al lettore di capire il colpevole se non prima delle ultimissime pagine.

Nel complesso però “Omicidio a Steeple Martin” è stato un grande NI. Come vi dicevo prima ho trovato particolarmente lento il ritmo narrativo e poco dettagliata la parte caratteriale dei personaggi. Ripeterò fino allo sfinimento che, a far emergere un giallo/thriller dalla miriade di altri titoli dello stesso genere letterario, è secondo me la caratterizzazione dei personaggi. Più si riesce ad andare a fondo nella psiche di vittime e colpevoli e più nel lettore rimarrà impressa la storia.

In “Omicidio a Steeple Martin” purtroppo non ho riscontrato questo aspetto e per quanto sia stata piacevole la lettura verso la fine, non mi sento di consigliare questo titolo a chi ama i generi gialli/thriller e nemmeno rosa (perché purtroppo anche le storie d’amore non sono riuscite a smuovere nessun tipo di emozione in me). Lettura invece adatta a chi ha voglia di qualcosa di leggero perché è comunque da tenere presente che questo titolo è il primo di una serie, probabilmente impareremo a conoscere meglio i personaggi principali nei prossimi volumi.

 

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