Recensione primo volume del graphic novel Monstress: “Risveglio”

“Risveglio” primo volume di Monstress, che ha vinto il prestigioso Premio Hugo 2017 dedicato alla fantascienza superando il volume 6 di “Saga”, è un graphic novel fantasy che ammalierà soprattutto i lettori che amano le tinte un po’ dark.

Ambientato in una ucronica e suggestiva società asiatica matriarcale del primo novecento, Monstress combina elementi del genere giapponese «kaiju» (quello dei mostri giganti e potentissimi come Godzilla) con contaminazioni estetiche di sapore steampunk.

Questi gli unici dettagli forniti dalla Mondadori che ha pubblicato i primi tre volumi di questo fumetto nella collana Oscar Ink. Avvicinandomi quindi a questo volume, sapevo solo di trovarmi di fronte ad una storia fantasy con sfumature asiatiche e dettagli steampunk. Onestamente? Questo già mi bastava! Un veloce sguardo allo stile delle tavole create da Sana Takeda mi ha convinta a bramare questo volume.

Soddisfatta? Senza giri di parole: assolutamente si.

Essendo “Risveglio” il primo volume di una serie ben strutturata sia a livello di trama che di personaggi, non è sicuramente una lettura semplicissima. Ci ritroviamo infatti di fronte ad una società popolata da tre diverse razze: Umani, Antichi Dei e Arcanici (mezzosangue che conservano nei loro corpi alcune caratteristiche animali). A vegliare sulla pace tra queste razze abbiamo le Cumaea ovvero un antico e potente gruppo di streghe con particolari poteri e doti magiche.

La protagonista è Maika Halfwolf, un’arcanica che sembra avere però molto più potere e molti più segreti da scoprire scavando nel suo passato.

Non è sicuramente semplice da spiegare, né da seguire con una lettura frettolosa. In soccorso del lettore però accorre il professor Tam Tam. Alla fine di molti capitoli ci ritroviamo infatti davanti ad una, massimo due tavole intitolate “Estratto da una lezione dello stimato professor Tam Tam” in cui un simpatico gattino a quattro code spiega ai cuccioli della sua razza tutta la storia passata e presente della società in cui ci troviamo.

Inutile aggiungere che ho amato anche questa trovata, utile ad alleggerire i toni e a chiarire le idee nel lettore. Lettore che si perde completamente nei toni intensi delle scene e delle tavole.

  

“Monstress. Risveglio” è infatti un graphic novel pensato e creato per un pubblico adulto (non per bambini fino ai 13 anni) perché è ricco di scene violente e crude. Chi mi segue già da un po’, sa invece che sono state proprio queste scene a catturarmi completamente e farmi amare il graphic novel.

Io non vedo l’ora di andare avanti con la serie, ho già il secondo volume che mi guarda ammiccante dallo scaffale della mia libreria.

Voi che aspettate a recuperarlo?

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2 commenti su “Recensione primo volume del graphic novel Monstress: “Risveglio””

  1. Come storia nn sembra male anzi mi hai incuriosito con la tua recensione (PS hai visto love robots and death su Netflix?) I disegni invece nn mi fanno impazzire..magari proverò a vedere nell’insieme 😗

    1. Sara Lolli

      Serie tv vista e amata, i gatti conquisteranno il mondoooooooo XD Qual’è il tuo episodio preferito?
      Comunque dai una possibilità a Monstress perché la storia è veramente nelle nostre corde 😉

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