Recensione “Un giorno di ordinario narcisismo” di Giacomo Festi

Giacomo Festi, nemmeno trent’anni e già diversi romanzi alle spalle. Il suo ultimo lavoro: “Un giorno di ordinario narcisismo”, unico suo libro che ho avuto il piacere di leggere.

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Prendete un ex compagno di scuola che detestavate, ora immaginate che partecipi a un dannato talent show e che di colpo sia proiettato alla ribalta nazionale con la musica più insulsa e odiosa che possiate immaginare. Cosa fareste se veniste a sapere che stasera si esibirà nella vostra città e vi regalassero perfino il biglietto per andarci? Metteteci pure che in generale a voi le cose non vanno granché bene: avete pubblicato un libro che nessuno si è degnato di leggere, la vostra ragazza vi ha lasciato per motivi ancora oscuri, non avete un lavoro, vostro padre vi rinfaccia il vostro fallimento e la città della profonda provincia italiana in cui vivete è piena di gente intenta soltanto a guardarsi l’ombelico, gente di cui conoscete fin troppo bene ogni vizio e ogni meschinità. Ecco la storia che troverete in questo libro divertente e amaro di Giacomo Festi: un Io narrante senza nome alle prese con altri io da lui impietosamente narrati, quelli che va incontrando per le strade di R. nell’arco di una giornata decisamente storta. Mettiamo che poi a quel tremendo concerto finiate per andarci davvero.

Recensione “Un giorno di ordinario narcisismo” di Giacomo Festi

Avventurandomi nella lettura dell’ultimo romanzo del giovane autore Giacomo Festi, sapevo già di essermi immessa su un sentiero inesplorato e non proprio affine ai miei gusti. Le escursioni, le nuove scoperte e un pizzico di avventura però non guasta mai e anche nelle letture, rimanere sempre nella propria comfort zone può risultare noioso. Quindi ho scelto di provarci comunque e di dare una possibilità a questa storia.

“Un giorno di ordinario narcisismo” è un libro dalla trama molto basilare, con un protagonista senza nome, ambientato a R. (il lettore non scoprirà mai quale sia realmente la città, io ho pensato a Rovereto perché è la città natale dell’autore). Tutto avvolto da un alone di mistero e superficialità, mi è venuto da pensare in un primo momento. Per fortuna però la superficialità non è una caratteristica del romanzo che punta invece ad un tema scottante e molto attuale: il ruolo di un giovane ragazzo che non sa che farsene della vita, non sa quale sia il suo posto in questa realtà in cui tutto e tutti sembrano essersi lasciati travolgere dal materialismo e dall’apparire. Chi sei se non sei in grado di farti puntare addosso i riflettori della community? Cosa sei se non hai un’orda di visualizzazioni e like? Poco importa se il tuo settore non ha nulla a che fare con il mondo virtuale perché in ogni caso è il tuo alter ego digitale a dover emergere, non il tuo vero talento.

Il protagonista, in una semplice giornata ordinaria e narcisistica, lo capisce bene. Nell’editoria, come in qualsiasi altro settore, per quanto triste possa essere vieni valutato solo in base ai like e ai followers. Il messaggio di Giacomo Festi è forte e chiaro anche se io ho fatto davvero fatica a capire e accettare il modo in cui ha deciso di comunicarlo. “Un giorno di ordinario narcisismo” è un libro che pretende a tutti i costi di risultare ironico e divertente ma lo fa in ogni capitolo, in ogni pagina, tanto da risultare fastidioso. Sensazione amplificata dalla profonda repulsione che ho provato sin dal primo momento per il protagonista: spocchioso, presuntuoso e altezzoso. Passa le sue giornate a ciondolarsi con una sigaretta in una mano e una birra nell’altra. Il mondo è uno schifo, la vita ti sembra ingiusta? Allora smetti di guardare come e perché gli altri hanno raggiunto il successo e tu no, smetti di rosicare, non farti consumare dall’alcol e dall’invidia. Fatti una doccia, inizia a capire che ogni donna ha il sogno di farcela nella vita esattamente come te e non solo un paio di tette da mettere in mostra, che dietro ogni apparente strxxxo c’è una storia ed un contesto che magari lo hanno spinto a comportarsi da tale. Inizia a capire che il mondo non ruota intorno a te e i tuoi problemi del cxxxo.

Ecco, questo è quello che mi ha scatenato il protagonista. Tanto da spingermi a chiedere di più all’autore, tanto da sperare profondamente di non incontrare mai nessuno come lui per la mia strada altrimenti mi verrebbe da prenderlo a sberle.

“Un giorno di ordinario narcisismo” mi ha fatta quindi incavolare, infastidire in molti punti. Ma, come dicevo anche all’autore, si legge per provare delle emozioni, no? Non è detto che debbano essere necessariamente positive.

Io quindi vi ho messo nero su bianco, a caldo e senza filtri, quello che questo libro mi ha fatto provare. Sta a voi giudicare se può fare al caso vostro e se è quello che cercate in questo momento!

 

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